UNA VESTE NUOVA per S.Antonio

Un luogo di aggregazione, una “fabbrica di idee”, in cui le persone possano ritrovarsi e comunicare, anche attraverso le rappresentazioni artistiche, coniugandolo inoltre con lo spazio del sé, un luogo di meditazione,  per ritrovare prima di tutto se stessi.

La risposta al concorso di progettazione del progetto preliminare per restauro dell’antica chiesa di Sant’Antonio in Fossano avente funzione liturgica e locale polivalente.

Un polo attrattivo polivalente, gestito da un’associazione istituita ad hoc, in grado di attivarne un utilizzo pressoché costante, trasformandolo così in un centro culturale vivo e non solo un “contenitore da riempire all’occasione”.

Un ambiente versatile, adattabile alle molteplici esigenze funzionali, avvolto in un’atmosfera multivisiva e sensoriale: la chiesa, in corrispondenza delle cappelle laterali e del presbiterio, si “veste” così di teli-schermo, adatti alla proiezione di immagini o filmati, che contribuiranno a creare da un lato una scenografia totale in cui allo spettatore sembrerà di entrare a far parte dello spettacolo e dall’altro un’ambientazione avvolgente per lo spazio espositivo e meditativo.

Tre le soluzioni distributive proposte per la funzione polivalente.

La prima, diretta alla realizzazione di spettacoli teatrali, conferenze, concerti e dibattiti, prevede la sistemazione in senso longitudinale delle sedie, rivolte verso il palco.

La seconda disposizione vede invece il posizionamento, di una pedana mobile, in corrispondenza delle cappelle laterali centrali, per lo svolgimento di spettacoli, che implichino un coinvolgimento maggiore del pubblico, quali balletti, giocoleria, teatro gestuale.

Il terzo utilizzo riguarda una sala espositiva integrata alla multivisione, creando un ambiente unico. Questi ultimi, oltre a creare una scenografia per un’eventuale mostra, possono diventare essi stessi spazi espositivi facendone l’oggetto stesso dell’evento.

Senza perdere di vista la funzione religiosa e liturgica, si è scelto di collocare il nuovo altare, dalla forma essenziale e contemporanea, nella seconda cappella a sinistra. La mensa sacra si troverebbe comunque in posizione pressoché frontale al fedele che accede alla chiesa dall’ingresso privilegiato (laterale).

Tale scelta consentirà di realizzare un nuovo impianto centrale con una disposizione semicircolare dei posti a sedere. Disposizione che sottolinea il senso di assemblea insito nel termine stesso di chiesa.

La proposta per la risistemazione dell’area esterna è frutto del desiderio di creare un dialogo interno-esterno, sacro-profano. Da qui il disegno caratterizzato e definito da forme curve, sia in pianta, sia in alzato: il “nastro” rosso, uscendo dall’ingresso su via Marconi, abbraccia il nuovo sagrato, creando una lunga seduta perimetrale, e rientra dall’accesso laterale, sottolineandolo con un nuovo portale.

L’aspirazione è che il dialogo non rimanga solamente un segno architettonico, ma si trasformi in una vera e propria collaborazione per consolidare l’idea di comunità coinvolgendo, ad esempio, le attività commerciali presenti nell’intorno in progetti collettivi, creando una Social Piazza, sull’esempio delle Social Street, al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità e conoscenze.

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